Viaggio premio in Germania

Progetto "Wir lernen uns kennen"

 

Giugno 2004

 

Benedetta Parenti (5C)

     

Comenius Intercultura Europas Jugend lernt Wien kennen Iniziative per il tedesco

     

 

Benedetta Parenti della classe 4C ha vinto una delle due borse nazionali per partecipare al programma speciale “Wir lernen uns kennen” (Impariamo a conoscerci), offerto dal governo della Germania. Questo il resoconto della sua esperienza in Germania (25 giugno-24 luglio 2004).

 

Il 29 Aprile 2004, sarebbe stata una giornata come tutte le altre se il Preside Lombardi non mi avesse chiamato per dirmi che avevo vinto la borsa di studio per trascorrere un mese in Germania. All’inizio non riuscivo a crederci, ma poi mi convinsi di non stare sognando.

Circa un mese prima avevo fatto una sorta di esame che consisteva in un colloquio in tedesco; non ero arrivata tra le prime due, ma mi dissero di essere stata selezionata per un’altra borsa di studio (“Wir lernen uns kennen”) e che mi avrebbero chiamato nel caso fossi stata presa. Sapendo che per questa particolare borsa di studio prendono solo due ragazzi in tutta Italia, non mi ero fatta assolutamente illusioni, anzi ero convinta che non avrei mai ricevuto quella telefonata. Però, si sa, la vita a volte ti sorprende.

Il 25 giugno, la data della partenza, era tutto pronto: la valigia, i documenti e io…un po’ meno! In effetti ero eccitata ma anche abbastanza terrorizzata; ero già stata all’estero da sola, però infondo si trattava di un mese e soprattutto di parlare tedesco!(del quale non mi sentivo per niente sicura). Sono partita da Roma con Mattia, l’altro vincitore della borsa di studio, e parlando, il tempo in aereo è volato. Arrivati a Bonn tutte le mie paure sono di colpo sparite! La mia prima compagna di stanza è stata Joanna, una ragazza libanese. E’ stato semplicemente stupendo conoscerla, appena mi ha visto mi ha abbracciato come se ci conoscessimo da anni ed abbiamo subito legato; lei mi ha presentato gli altri ragazzi libanesi e effettivamente i primi giorni sono stata perlopiù con loro. In tutto eravamo 40 ragazzi da un po’ tutto il mondo (Italia, Libano, Spagna, Norvegia, Slovacchia, Nicaragua, El Salvador, India, Uzbekistan, Costa D’avorio, Egitto) divisi in 5 gruppi, ognuno dei quali “guidato” da un accompagnatore e due assistenti tedeschi. La nostra accompagnatrice era Thesi, straordinariamente dolce e simpatica, che ci ha fatto da guida ma anche un po’ da mamma!! Nonostante all’inizio fosse un po’ complicato parlare tedesco,con il passere del tempo ho acquistato scioltezza e non è stato difficile fare amicizia con tutti…o quasi! Alcuni ragazzi studiavano tedesco dall’asilo, altri (come me) solo da due anni, ma comunque siamo riusciti a parlare un po’ di tutto; in un modo o nell’altro riuscivamo sempre a comunicare e dopo tre giorni eravamo praticamente inseparabili. La sera del quarto giorno (ovvero l’ultimo a Bonn) abbiamo partecipato alla serata internazionale (der internationale Abend) durante la quale ognuno di noi ha parlato del proprio paese e qualche volta, anche ballato, cantato o fatto ascoltare canzoni tipiche della propria nazione. Mattia ed io abbiamo parlato dell’Italia, di Napoli e Catanzaro, fatto ascoltare una canzone napoletana e mostrato alcune foto. E’ stato entusiasmante per me scoprire il fascino di culture tanto distanti da quella italiana e occidentale a me più familiari. Lo si sarebbe potuto definire un breve sguardo sul mondo, su usi e costumi di popoli le cui differenze culturali non hanno fatto altro che rafforzare la nostra amicizia; tanto che alla fine della serata, ci siamo ritrovati a ballare a cerchio, mano nella mano, un tipico ballo libanese.

Il giorno dopo è arrivato il momento dei saluti. I cinque gruppi, infatti, si sono divisi ed ognuno di essi ha trascorso due settimane in 5 diverse città, ospitati da famiglie del posto. Noi siamo andati ad Andernach, un paesino a 30 minuti da Bonn; qui siamo stati accolti dai professori e i ragazzi con cui avremmo trascorso le due settimane seguenti. Siamo stati presentati addirittura al Sindaco, che ci ha intrattenuto con un lungo (e complicato!!) discorso di benvenuto. La famiglia con cui ho vissuto, più che ospitarmi, mi ha praticamente “adottato”, sono sempre stati gentilissimi al punto che sono diventata la loro “Tochter für zwei Wochen”. Durante queste due settimane ho imparato ad adattarmi al ritmo di vita e alle abitudini di questa calma cittadina. La mattina andavamo a scuola con i nostri ragazzi ospitanti: tre ore seguivamo le loro lezioni e le altre tre ore due professori della scuola facevano lezione solo con noi stranieri. Il resto della giornata la trascorrevamo con i nostri partner, oppure andavamo a visitare paesi o città vicino Andernach.

Trascorse le due settimane è arrivato il giorno della partenza e, dopo addii e lacrime siamo partiti per Berlino; il viaggio in treno è durato cinque ore e nonostante la tristezza della mattina, eravamo contenti di rivedere gli altri. In effetti i giorni a Berlino sono stati i più belli, abbiamo avuto modo di conoscerci meglio, soprattutto di legare con i ragazzi degli altri gruppi. Inoltre Berlino è una città molto affascinante, è grande e caotica, ma allo stesso tempo ordinata e molto ben collegata grazie alla metropolitana (nostro unico mezzo di trasporto). Certo, visitarla in una settimana non è il massimo, ciò nonostante siamo riusciti a visitare il Parlamento , Potsdamer, parte del muro e alcuni musei, tra cui il “Checkpoint Charlie”….insomma, una sorta di panoramica generale. Inoltre la sera non siamo mai rimasti in albergo, abbiamo infatti assistito ad alcuni varietà o spettacoli tra cui il più bello, per me, è stato “The Blue Men Show”.

L’ultima tappa del nostro viaggio è stata Monaco. Qui abbiamo trascorso cinque giorni, durante i quali abbiamo visitato il Palazzo Reale, gli studi cinematografici bavaresi, Dachau e fatto una gita in montagna sulla neve. La sera siamo andati a pattinare sul ghiaccio, al cinema tridimensionale, ad un concerto….insomma, siamo stati abbastanza occupati!! In effetti eravamo anche molto stanchi, le visite erano un po’ frenetiche e non c’era mai tempo per tornare in albergo; la maggior parte delle volte uscivamo alle 9.00 e ci ritiravamo alle 23.00, però sapevamo che ci saremmo riposati una volta tornati a casa. Il giorno della partenza, credo, sia stato uno dei giorni più tristi della mia vita; è stato difficilissimo lasciare non solo i ragazzi, ma anche gli accompagnatori, gli assistenti. All’inizio credevo che un mese fosse un po’ troppo, ma poi mi sono accorta che era troppo poco!! Il mio sogno sarebbe rincontrarci tutti…per ora mi accontento della corrispondenza via e-mail, e dei ricordi impressi nella mente, e chissà forse un giorno ci incontreremo di nuovo, magari in Germania, o chissà dove...

Infine, credo sia doveroso ringraziare il prof. Pavanini, mio insegnante di tedesco, che mi ha dato la possibilità di vivere questa esperienza, probabilmente una delle più belle della mia vita.