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Il Bar della chimica Resoconto dell'evento
dei ragazzi della 5B a Città della Scienza |
Alessandro
Magnani
Mario Ruggiero
Massimiliano
Aprea
Andrea Capaldo
Giliberti
Ilaria De Vito
Ricerca dell'amido
Materiali occorrenti
Due vetrini
Reagenti
Pasta
Zucchero
Sale
Pane
Farina
Biscotti
Lenticchie
Tintura di iodio
Sistemare su di un vetrino i
reagenti. Aggiungere la tintura di iodio su ognuno di essi. Possiamo osservare
che sostanze quali il pane, la farina, i biscotti, la pasta, le lenticchie
assumono una colorazione scura dovuta alla formazione di un complesso fra
l'amilosio e lo iodio. Infatti nelle sostanze citate è presente l'amido che
contiene amilosio. Nelle altre sostanze quali lo zucchero e il sale non notiamo
la stessa colorazione poichè l'amido è assente. Lo iodio, infatti, rimane nella
sua colorazione originaria.
Salda d'amido in vetrino
e in provetta
Materiali occorrenti
Un Vetrino
Una Provetta
Reagenti
Salda d'amido
Tintura di iodio
Porre nella provetta la salda
d'amido. Aggiuingere una goccia di tintura di iodio. Osservare la colorazione
scura. In seguito porre nel vetrino tre gocce di salda d'amido. Aggiungere
un'altra goccia di tintura di iodio. In questo caso si osserverà una colorazione
verdastra. La differenza di colorazione è dovuta alla quantità della salda
d'amido presente nella provetta e nel vetrino. Nel primo caso vi è una maggiore
quantità di tale sostanza per cui tutto lo iodio si combina con essa originando
il complesso con l'amilosio descritto nell'esperimento precedente, che presenta
una colorazione bluastra. Nel secondo caso, invece, non tutto lo iodio reagisce
con la salda d'amido. Infatti si combina il colore giallastro dello iodio con il
colore blu del complesso originato con l'amilosio e, dunque, si genera il colore
verde.
Le bibite del bar della
chimica
Materiali occorrenti
Bottiglia di acqua
Sei beacker
Reagenti
Fenolftaleina
Idrossido di sodio (NaOH)
Acido cloridrico (HCl)
Tricloruro di bismuto
(BiCl3)
Ioduro di potassio (KI)
Iodato di potassio
(KIO3)
Mettere in soluzione la
fenolftaleina nell'acqua. Sistemare nel primo beaker cinque gocce di idrossido
di sodio, sostanza basica. Nel secondo becker mettere otto gocce di acido
cloridrico, sostanza acida. Nel terzo beacker mettervi undici gocce di idrossido
di sodio. Nel quarto inserire quattordici gocce di tricloruro di bismuto. Nel
quinto lasciare sul fondo una pipetta di ioduro di potassio. Inserire, infine,
metà pipetta di iodato di potassio nell'ultimo bicchiere.
Lasciare che il pubblico possa
versare la bottiglia contenente apparentemente solo acqua nel primo beacker. La
soluzione assume una colorazione rosastra. Si procede poi versando la soluzione
del primo bicchierino nel secondo e via di seguito. La soluzione assumerà,
nell'ordine, le seguenti colorazioni: incolore, rosato, bianco opaco, giallo,
marroncino. Tali colorazioni presentate come: acqua, fragolino, latte di
mandorla, aranciata, caffè.
L'esperimento si spiega nel caso dei
primi tre bicchierini in cui abbiamo introdotto alternativamente una sostanza
basica e acida, attraverso reazioni di neutralizzazione. La fenolftaleina
presente nell'acqua è un indicatore che assume colorazione rosata in ambiente
basico e non ha colorazione in ambiente acido. La quantità di NaOH e HCl è
importante per il corretto svolgimento dell'esperimento. Nel quarto bicchiere il
tricloruro di bismuto reagisce con l'acqua con una reazione di idrolisi,
formando l'ossicloruro di bismuto di colorazione bianco latte. Nel quinto
bicchiere lo ioduro di potassio reagisce con l'acqua facendo assumere alla
soluzione un colore arancio. Nel sesto bicchiere lo iodato di potassio reagisce
con l'acqua assumendo una colorazione blu che si combina con il giallo della
precedente soluzione per ottenere una colorazione marroncino.
Indicatori
Materiali occorrenti
Apparecchio di vetro a quattro
cilindri ("stella"). Il cilindro centrale è collegato agli altri tre mediante
dei canali. Gli altri tre cilindri non sono collegati tra loro.
Beacker
Reagenti
Indicatore misto
Acico cloridrico (HCl)
Acido citrico
Idrossido di sodio (NaOH)
Acqua distillata
Riempire il beacker con l'acqua
distillata. Depositare al cilindro centrale della stella l'indicatore misto, di
colore rosso. Mettere le sostanze indicate in ognuno dei tre cilidri. Quindi
versare l'acqua nel cilindro centrale facendo bene attenzione a non fare entrare
l'acqua negli altri tre cilindri. Osserveremo che il cilindro centrale avrà una
colorazione verde mentre gli altri tre saranno di colore blu (idrossido di
sodio), rosso (acido cloridrico), giallo (acido citrico). Questo perchè
l'indicatore assume colorazione verde con sostanze neutre, rossa con sostanze
acide, gialle con acidi deboli e blu con basi.
Tensione
superficiale
Materiali occorrenti
Calice con bordo alto in
vetro
Svariate monete di modeste
dimensioni
Riempire il calice fino all'orlo di
acqua. Inserire le monete tenendole per il pollice e l'indice perpendicolarmente
alla superficie dell'acqua stando attenti a non toccare con le dita la
superficie dell'acqua. Se correttamente eseguito la moneta si depositerà sul
fondo provocando l'innalzamento del livello del liquido che inizierà a sporgere
oltre il bordo del bicchiere senza che l'acqua trabocchi. Più monete saranno
inserite più sarà evidente l'innalzamento dell'acqua. Questo è causato dalla
tensione superficiale dell'acqua che forma sulla sua superficie, grazie alle
forze di coesione tra le molecole, una sorta di pellicola.
Diventa blu per
agitazione
Materiali occorrenti
Beuta con tappo
Reagenti
Glucosio solido
Blu di metilene
Idrossido di sodio
Acqua distillata
Preparare la beuta con 200 ml. di
acqua distillata e aggiungere, nell'ordine, 20-25 ml di NaOH, un cucchiaino di
glucosio, 1ml di blu di metilene. Tappare la beuta e lasciarla sul tavolo. Dal
blu intenso la soluzione diventerà incolore. Agitando di nuovo la beuta la
soluzione diventerà di nuovo blu. Questo avviene a causa di una reazione di
ossido-riduzione del glucosio che si trasforma in acido gluconico che si
trasforma in una soluzione di gluconato di sodio, mentre il blu di metilene si
riduce. La reazione di riduzione libera ossigeno che si raccoglie nella parte
superiore della beuta. Rimescolando avviene la reazione inversa, provocando la
ricomparsa del colore blu.
Reazione flash
Materiali occorrenti
Beuta
Pipette
Guanti protettivi
Reagenti
Acqua distillata
Acido solforico
Salda d'amido
Solfito di sodio
Iodato di potassio
Soluzione idroalcoolica di fenolftaleina
Versare nella beuta, nell'ordine:
100-120 ml di acqua distillata, qualche goccia di fenolftaleina e 3 ml. di acido
solforico, salda d'amido, solfito di sodio, iodato di potassio. Dopo aver
versato l'ultimo reagente agitare con forza imprimendo un moto rotatorio alla
beuta. Dopo alcuni secondi noteremo che la colorazione della sostanza da
incolore passerà improvvisamente a blu. Mettendo dell'altro solfito di sodio e
agitando subito si riotterrà una colorazione incolore per pochi secondi che
scomparirà, riportando la colorazione scura. Questo è possibile per una
complessa serie di reazioni di ossido-riduzione a tempo (reazione di Landolt
modificata)
Il sangue
dell'alieno
Materiali occorrenti
Provetta
Tre pipette
Reagenti
Acqua
Nitrato di ferro
KCNS
K4[Fe(CN)6]
KI
Mettere in una provetta mezza
pipetta di nitrato di ferro mescolato in acqua. Si otterrà così una soluzione
approssimativamente incolore che al pubblico appare acqua. Per far assumere una
colorazione sanguigna alla soluzione mettere una goccia di KCNS. Per ottenere
una colorazione bluastra, mettere una goccia di K4[Fe(CN)6]. Infine, per ottenere la
colorazione verde aggiungere cinque gocce di KI ed aspettare qualche
minuto.
La colorazione rossa si ottiene perchè si formano dei complessi
ferri-tiocianici, di colore rosso.
La colorazione blu si ottiene per la
formazione dell'esacianoferrato di ferro.
Il verde, infine, è causato dalla
combinazione della soluzione con lo iodio.
Chi troppo vuole nulla
stringe
Materiali occorrenti
Due calici
Reagenti
Acqua con in soluzione fenolftaleina
Idrossido di sodio
Acido cloridrico
Introdurre in un
calice l'acqua con la fenolftaleina e sei gocce di acido cloridrico. La
soluzione si presenterà incolore. Nell'altro calice, invece, introduciamo tre
gocce di idrossido di sodio. Versare, quindi, l'apparente acqua presente nel
primo calice nel secondo. In un primo momento la soluzione si presenterà
rosastra. In seguito, assumerà nuovamente una colorazione trasparente. Il cambio
di colorazione è causato dalla neutralizzazione della base ad opera dell'acido
che, in presenza di fenolftaleina sarà evidente con i cambiamenti di
colore.
Lo svuotamento
magico
Materiali
occorrenti
Beuta
Tubicino in gomma
Acqua distillata
Versare l'acqua
distillata nella beuta fino a riempirla, dopodichè chiedere al pubblico in che
modo sia possibile svuotare la beuta, utilizzando unicamente il tubicino. Se il
pubblico non riesce a dare la soluzione interviene il chimico che illustra
l'esperimento: immettere il tubicino nella beuta, tappando un'estremità evitando
di far passare l'aria.
Estrarre ora il
tubicino dalla beuta, mantenendo un'estremità all'interno di essa e l'altra
sempre tappata. Quest'ultima va riposta verso il lavandino, quando la stapperemo
(stapp!) fuoriuscirà l'acqua fino a svuotare la beuta. La pressione atmosferica
all'interno del tubicino è minore di quella presente nella beuta, quindi l'acqua
presente nella beuta tende a salire nel tubicino. Se noi non tenessimo chiusa
l'estremità del tubicino non avremmo la differenza di pressione e quindi non ci
sarebbe la fuoriuscita dell'acqua. Questa tecnica viene spesso usata per
travasare il vino o la benzina, per ciò il pubblico sa intervenire da solo senza
l'aiuto del chimico.
Conclusione
Questi esperimenti
sono tratti dal libro "IL BAR DELLA CHIMICA", i cui autori del libro (prof.
Gaeta, prof. Brigida e prof. Rampone Chinni), nonché nostri insegnanti, ci hanno
permesso in collaborazione con l'istituto G. Mazzini, di presentare alla CITTA'
DELLA SCIENZA presso il laboratorio DELLE MANI E DELLA MENTE l'evento bar della
chimica, dove abbiamo presentato le "magie della chimica" a gruppi di studenti e
visitatori. Il pubblico viene coinvolto attraverso racconti e partecipazione
attiva agli esperimenti; l'intenzione degl'insegnanti sopra menzionati ed anche
nostra è, infatti, avvicinare gli studenti e non solo ad una materia che può
apparire ostica e noiosa, quando si ferma alla teoria. La chimica presentata in
laboratorio con metodologie divertenti ed elementari, per coloro che non
conoscono la materia, diventa interessante e coinvolgente. La nostra attività al
bar della chimica ci ha insegnato ad operare in un laboratorio seguendo le sue
norme ed inoltre ad operare con il pubblico. Quest'esperienza, che comporterà il
raggiungimento di punti di credito validi per l'esame di maturità, e in seguito
al concorso "I GIOCHI DELLA CHIMICA" svolti al Politecnico di Napoli lo scorso
anno, dove abbiamo raggiunto ottimi risultati con una preparazione ad opera
della prof. Pinelli, ci ha reso orgogliosi e soddisfatti.