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L'Europa nella nostra città Europa in unserer Stadt – Spurensuche § Europe dans notre ville – chercher des traces |
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Ernst Bowinkel davanti al negozio di Via Chiatamone nel 1895 |
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Originario di Bad Ems, una cittadina nei pressi di Coblenza, Ernst Bowinkel (1865 – 1929) viaggiò molto per tutta l’Italia nella seconda metà dell’800, spinto dal suo interesse per l’arte e la cultura di quel paese. A Firenze, sfogliando una rivista d’arte, vide un’inserzione del fotografo e antiquario fiorentino G. Brogi che cercava un archivista, con buona conoscenza della lingua italiana, per riordinare le foto del negozio. Fu l’inizio della sua fortuna. Giunse a Napoli nel 1878, affascinato dalla frizzante vita artistica della città e attratto anche dalla mitezza del clima, ideale per curare i suoi bronchi malati. Qui, nel 1879 aprì, insieme a un socio tedesco (Negenborn), una succursale di G. Brogi, in Via Chiatamone, allora la strada degli alberghi più eleganti della città e dello “struscio”, sempre affollatissima fino a tarda sera. In seguito la società verrà sciolta e Ernst diventerà l’unico proprietario del negozio d’arte.
Nel 1895 la bottega di Via Chiatamone chiude e Ernst la trasferisce in Piazza dei Martiri, salotto della città, prima attigua al palazzo Partanna e successivamente nel palazzo Calabritto. Nel frattempo, ormai completamente integrato nella città, per evitare continui storpiamenti, decide di “italianizzare” il suo cognome, che viene contratto dapprima in Bokwinkel (come appare nell’insegna del vecchio negozio di Piazza dei Martiri) e poi in Bowinkel. Nel 1897 conobbe una ragazza sorrentina, Livia Rega (1880-1972), con la quale si sposò nel 1899. Dal loro matrimonio nascono Mario (1901), Attilio (1907) e Beatrice (1911).
Quando nel 1915 l’Italia entra in guerra contro la Germania e l’Austria-Ungheria, i Bowinkel devono affrontare non poche difficoltà. Ernst e il figlio Mario, che giovanissimo lo affianca nell’attività, vengono privati della loro bottega e confinati, a causa della loro nazionalità, nella campagna beneventana. Ma in difesa dei Bowinkel intervengono personaggi illustri, fra cui la stessa regina Elena. Così, a guerra terminata, Ernst e Mario tornano in possesso della loro bottega. Il negozio, divenuto “la sede dell’arte e del buon gusto napoletano”, è ormai un “must” per tutti gli appassionati d’arte; nel corso del tempo, vi faranno visita i Savoia, i reali d’Inghilterra, del Belgio, d’Olanda e di Spagna, e poi Benedetto Croce, De Filippo, Roberto Murolo…
L’attività di famiglia si espande: Attilio curerà l’apertura di un altro negozio nella Galleria Umberto e successivamente negli Stati Uniti, a Beverly Hills. Beatrice ne aprirà uno a Capri (1937-38), nella centralissima Via Camerelle.
Il 4 agosto 1943 un disastroso bombardamento aereo si abbatté su Napoli e, fra le altre, la zona di Piazza dei Martiri, con i suoi monumentali palazzi, ne fu sconvolta. Così anche il negozio di Bowinkel sparì in una nube di polvere. Ma l’amore per l’arte, e per l’arte di Napoli in particolare, era rimasto intatto. Già nel 1945 la bottega del ristrutturato palazzo Calabritto riaprì i battenti e, guidata da Mario, riprese ad essere un punto riferimento, e continua ad esserlo oggi, gestita da Ernesto, nipote del fondatore.
Mario Bowinkel sposò nel 1936 a Kufstein una austriaca di nome Elisabetta Oswald, dal matrimonio nascono: Ernesto (1937), Erika (1945) ed i gemelli Giulio ed Uberto (1946). Ernesto, il maggiore dei figli, è anch’egli interessato al settore dell’antiquariato e da giovane frequenta l’Istituto d’Arte di Napoli. Ha due figli: Mario (1979) ed Elisabetta (1965). Ernesto e Uberto sono gli unici a seguire l’attività di famiglia. Ernesto, il maggiore, sostituisce il padre nel negozio di Piazza dei Martiri. Gli altri fratelli prendono strade diverse. Uberto, poco più che ventenne, si trasferisce a Los Angeles, dove segue corsi d’arte all’università; nel contempo aiuta lo zio nella gestione della galleria d’arte di Beverly Hills, che chiuderà per sfratto nel 1984.
Nel 1974 Uberto apre la propria piccola bottega di via Santa Lucia. Dopo la morte di zia Bice, è lui ad assumere, nel 1988, la gestione del negozio di Capri che chiuderà i battenti di lì a poco. Nel 1970 Uberto sposa Giuseppina Testa con la quale ha 2 figli: Mario e Paolo. E sarà Paolo, anch’egli appassionato d’arte, a proseguire, con passione e dedizione, la secolare attività di famiglia. Uberto Bowinkel oggi nel negozio di Via S.Lucia
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Il negozio di Piazza dei Martiri prima della guerra Il giovane Mario Bowinkel e la sorella Bice nel 1923 Mario Bowinkel davanti al negozio di Piazza dei Martiri distrutto dal bombardamento aereo del 4 agosto 1943 Foto di famiglia a Pozzuoli nel 1960: da sinistra Erika, Mario, Elisabetta, Livia, Ernesto, Giulio Mario e il figlio Ernesto nel negozio di Piazza dei Martiri Ingresso del negozio di Uberto (Via S.Lucia) e di Ernesto (Piazza dei Martiri) oggi Nel negozio di Ernesto un modellino della barca costruito dal padre. A sinistra l'interno del negozio di Uberto Ernesto Bowinkel oggi nel negozio di Piazza dei Martiri |