Progetto Comenius

L'Europa nella nostra città

Europa in unserer Stadt – Spurensuche § Europe dans notre ville – chercher des traces

 

Famiglie tedesche a Napoli

I Dohrn

Benedetta Parenti

Enrico Margiotta

 

                                                             Una vecchia immagine della Stazione Zoologica

 

 

Felix Anton Dohrn nacque a Stettino (odierna Szcezecin, Polonia) il 29 Dicembre 1840. Intraprese gli studi di medicina e zoologia nelle maggiori università europee, laureandosi nel 1865 a Breslavia. Successivamente si interessò agli studi darwiniani, occupandosi attivamente della loro diffusione.

Nell’autunno 1868 si recò a Messina, allora ritenuta la “Mecca dei liberi docenti tedeschi”,  per studiare la ricca fauna mediterranea utilizzando un acquario smontabile di sua invenzione.

Ma le numerose difficoltà (risultati scientifici troppo legati alle condizioni meteorologiche, scarsa disponibilità di pescatori e albergatori) indussero Dohrn a lasciare Messina, scegliendo Napoli come stazione di ricerca. La sua idea era quella di finanziare gli studi scientifici anche attraverso un acquario aperto al pubblico, le cui entrate permettessero il pagamento di un assistente scientifico permanente.

Ma perché proprio Napoli? Innanzitutto per la grande ricchezza biologica del Mar Mediterraneo, unita alla possibilità di creare un istituto di rilevanza internazionale in una città essa stessa di importanza internazionale e di grandi dimensioni; Napoli era inoltre meta di più di 30.000 turisti l’anno, potenziali visitatori dell'acquario.

Dohrn ricevette gratuitamente dal Comune di Napoli un appezzamento di terra nell’elegante Villa Comunale, all’epoca Parco Reale, e nel 1872 vi costruì a sue spese il primo edificio della Stazione Zoologica, che allora dava direttamente sulla riva del mare, non ancora distanziato dalla colmata di Via   Caracciolo. Nel 1873 Hans von Marées decorò il salone al primo piano con un ciclo di affreschi raffiguranti scene agresti e marine che hanno per sfondo i paesaggi di Napoli e di Sorrento.

La nuova stazione dette un grande impulso allo sviluppo delle scienze biologiche anche ad istituzioni straniere che, più di quaranta, vennero rappresentate a Napoli. L’importanza della famiglia Dohrn per Napoli non riguardò solo l’inserimento della città nel panorama scientifico mondiale grazie alla Stazione Zoologica. I Dohrn, infatti, costituivano un centro attorno a cui gravitavano i personaggi più illustri della società del tempo; essi rappresentavano un punto di riferimento sia per gli stranieri a Napoli, sia per gli stessi napoletani. Anton, ad esempio, contribuì a salvare dalla speculazione dei creditori la Villa Floridiana: convinse l’amico Alexander Henry Davis a comprare la villa ed il parco dal Marchese Serra al prezzo di 400.000 lire; successivamente, nel 1913, la città di Napoli comprò la Villa dalla figlia di Davis e la aprì al pubblico. Per i suoi meriti scientifici e il lustro che la stazione dette alla città, nel 1897 il comune di Napoli conferì ad Anton Dohrn la cittadinanza onoraria.

Nonostante l’opposizione dei genitori, nel 1874 Anton sposò l’allora appena sedicenne Marie de Baranowska, appartenente ad un'agiata famiglia emigrata dalla Russia a Messina. Dalla loro unione nacquero quattro figli: Boguslaw (1875-1960), Wolfgang (1878-1914), Harald (1885-1945) e Reinhard (1880-1962). Pur vivendo in Italia, Anton rimase sempre molto legato alla sua patria: in famiglia si parlava tedesco e, compiuti i 12 anni, i figli venivano mandati in Germania per continuare gli studi liceali e universitari. Dopo il trasferimento dell'ultimo figlio, anche la madre decise di lasciare l'Italia. La partenza causò un forte distacco dei figli dal padre, anche se Anton si tenne sempre in contatto epistolare con la sua famiglia. In effetti, Anton non era mai stato molto presente nella vita della famiglia, sempre preso dal suo lavoro e dagli innumerevoli viaggi che questo comportava.

Fu il figlio Reinhard a seguire le orme del padre, subentrandogli nel 1909 nella proprietà e direzione della Stazione Zoologica. Grazie al padre, Reinhard aveva conosciuto Tatjana Giwago, “persona di grande charme, dal forte temperamento artistico”, amante della scultura e della pittura. Tra i due iniziò una relazione che sfociò in matrimonio nel novembre 1913; la famiglia si trasferì a Napoli, nell'abitazione di Via Crispi 105, dove ancora oggi vive Antonietta Dohrn. Nel 1915, con l'entrata in guerra dell'Italia contro la Germania, Reinhard e la moglie incinta furono costretti a trasferirsi a Zurigo, dove nacquero i tre figli: Antonietta (1915), Peter (1917) e Amarillis (1920). Quando nel 1921 la famiglia tornò a Napoli, il padre si dedicò con tutte le proprie forze alla “riconquista” della Stazione Zoologica, che in quegli anni di assenza era entrata sotto la gestione del Comune. Non fu un’impresa facile e Reinhard si vide costretto a far causa al Comune. “Grazie alla bravura dei suoi avvocati, egli riuscì a vincere la causa, ma l’opposizione del ministro fascista lo costrinse a piegarsi ad un compromesso: rinunciare ai diritti del suo contratto diventando amministratore delegato e cedere la carica di presidente ad un funzionario comunale”. La Stazione Zoologica diventò da quel momento un ente morale e Reinhard cominciò a ricostruire la rete di collegamenti con numerose università straniere, così come aveva fatto suo padre, stipulando contratti con i governi dei singoli paesi.

A Napoli Tatjana si occupò di iniziative destinate a raccogliere fondi per aiutare i fuggiaschi dalla Russia bolscevica. Vennero costruiti in città dei piccoli ricoveri provvisori adibiti a centri di raccolta, dove ai benefattori venivano serviti tè e dolciumi.

La madre, ricorda Antonietta, si adoperò personalmente ad aiutare tre cosacchi della guardia bianca, esuli dalla Russia dopo la rivoluzione e arruolatisi in seguito nella Legione Straniera in Africa. Dopo pochi anni però decisero di fuggire a bordo di una piccola imbarcazione a vela con cui approdarono a Lampedusa, da lì furono portati a Napoli. La madre di Antonietta si occupò di loro, prendendoli a lavorare con sé e poi raccomandandoli ad altre persone. Uno di loro volle a tutti i costi tornare dalla moglie in Russia, benché tutti lo sconsigliassero, giacché, come ex cosacco dell’armata bianca e disertore della Legione Straniera, sarebbe stato sicuramente fucilato. Di lui non si ebbero più notizie. Molti altri artisti e musicisti russi passarono per casa Dohrn, tra questi lo scrittore Maxim Gorki, al quale i medici avevano consigliato il clima mite di Capri per curare la tubercolosi. In questo periodo Gorki ebbe contatti con la famiglia Dohrn, e, insieme alla moglie, facilitò l’esodo dalla Russia della famiglia di Tatjana. Grazie al suo aiuto riuscirono così a fuggire la sorella di Tatjana e la mamma sessantenne, stremata ed in cattiva salute, ridotta a vivere in un piccolo alloggio nella portineria della loro villa a Mosca. Non fu facile ottenere i visti, che a quel tempo si pagavano in oro e di cui si era venuto a creare un vero e proprio mercato.

Peter, fratello di Antonietta, dopo essersi laureato in medicina e successivamente in biologia, fu, dal 1954 al 1966, l’ultimo rappresentante della famiglia Dohrn a dirigere la Stazione Zoologica.

Antonietta Dohrn, dopo la laurea in medicina, si occupò inizialmente di ricerche nel campo immunologico e successivamente collaborò come volontaria per 16 anni alla Stazione Zoologica con un gruppo di ricercatori tedeschi. Solo dopo la morte del padre, nel 1962, Antonietta chiese ed ottenne di essere assunta stabilmente alla Stazione Zoologica, incarico durato circa 15 anni. Antonietta è l’ultima discendente dei Dohrn che vive ancora a Napoli, in un appartamento situato nel posto in cui un tempo c’era la villa di famiglia, distrutta da un bombardamento durante l’ultima guerra. Nonostante l’età avanzata è ancora molto attiva, parla correntemente più di cinque lingue, organizza concerti e convegni.

 

Dal 1982 la Stazione Zoologica di Napoli o Aquarium ha assunto il nome di “Stazione Zoologica Anton Dohrn” e dipende dal Ministero della Pubblica Istruzione. Attualmente vi lavorano circa 140 persone, che salgono a 300 comprendendo ricercatori, borsisti e dottorandi a tempo determinato.

La Stazione ospita uno degli acquari più antichi d'Europa, costruito quasi contemporaneamente ad essa. Il suo sistema di pompaggio “semi-chiuso” permette un ottimale ricambio di acqua marina, così da stabilire un buon equilibrio biologico e quindi un habitat quanto più favorevole agli animali ospiti dell’Acquario. Esso attrae più di 100.000 visitatori l’anno e raccoglie numerose specie animali, tra cui molluschi, crostacei, echinodermi (come ricci di mare e stelle marine) e chelonidi (le tartarughe marine); fra questi ultimi  c’è anche un esemplare di “caretta caretta”, ospite nell’Acquario da oltre 60 anni.  

Scorcio della Stazione oggi

Anton Dohrn

Anton Dohrn al microscopio

La Stazione nel 1872

 

Busto di Darwin nella Stazione

 

Affreschi di Hans von Marées nella biblioteca della Stazione

Ricercatori della Stazione verso fine Ottocento

Marie de Baranowska

Cittadidanza onoraria di Napoli ad Anton Dohrn

Anton Dohrn con la moglie e i quattro figli

        Anton e Reinhard                                Tatjana Giwago

Reinhard e la figlia Antonietta

L'Acquario della Stazione