Progetto Comenius

L'Europa nella nostra città

Europa in unserer Stadt – Spurensuche § Europe dans notre ville – chercher des traces

 

Famiglie tedesche a Napoli

I Brinkmann

Enrico Margiotta

Antonia Bonetti

 

Sono gli ultimi anni del diciannovesimo secolo quando Theo Brinkmann senior, cattolico nativo della Westfalia (Germania) e ultimo di dieci fratelli, dopo aver frequentato la Reale Accademia di Glasshütte (Sassonia) e aver fatto pratica nell'arte dell’orologeria presso i prestigiosi atelier della Patek-Philippe a Ginevra, decide di girare il mondo sulle orme del Grand Tour.

Arrivato a Napoli, conquistato dalla bellezza della città, dalla simpatia e dallo spirito dei napoletani, Theo decide di stabilirvisi. Si mette subito alla ricerca di un locale dove avviare la sua attività di orologiaio; la galleria Umberto I era stata terminata da appena due anni ed era subito divenuta crocevia di cultura e di informazione (il quotidiano Il Mattino vi aveva la sua sede). Per questo Theo sceglie un locale situato proprio di fronte alla galleria, in via Toledo n. 243.

La data dell'inaugurazione non fu scelta a caso: era il Giovedì Santo del 1900, giorno in cui i napoletani si riversano nelle strade per la secolare tradizione della “visita ai sepolcri” nelle chiese della città. Quel giorno lo “struscio” fu intralciato dalla folla che, stupita, si fermava ad osservare la vetrina del nuovo negozio. In vetrina infatti era esposto un misterioso orologio: sul quadrante di vetro le lancette giravano senza l'ausilio di nessun meccanismo… In realtà, una sottilissima asticella muoveva i meccanismi dall'interno del negozio. Tanto bastò a far parlare del negozio Brinkmann in tutta la città. Il primo cliente fu il proprietario del vicino caffè Gambrinus, che quel giorno acquistò un elegante orologio da taschino.

L'attività prosegue a gonfie vele fino alla prima guerra mondiale quando il governo italiano, a causa della nazionalità “nemica” dei Brinkmann, requisisce il negozio. Solo alla fine dei combattimenti, e pagando un'ingente somma di denaro, Theo senior potrà riscattarlo.

Durante una gita al vulcano Solfatara (Pozzuoli), Theo conobbe una turista di Monaco, Eugenie Wächtler, che si sedette maldestramente sul cappello di Theo. Si sposarono e dalla loro unione nacquero nel 1929 Giovanna Maria e nel 1931 Theo jr. La famiglia abitava in una villetta rosa con un grande terrazzo al Vomero, quartiere con cui mantennero sempre uno stretto e affettuoso legame.

Essendo il padre cattolico e la madre luterana bisognò decidere in quale delle due fedi sarebbero cresciuti i figli. Dato che il padre non era un assiduo frequentatore di chiesa, Eugenie decise di occuparsi dell’educazione religiosa dei suoi figli, i quali furono dunque battezzati con rito cattolico e successivamente convertiti al credo luterano. Giovanna Maria e Theo jr. si iscrissero alla scuola svizzera in piazza Amedeo.

Peggiori che della prima furono le conseguenze della seconda guerra mondiale; questa volta furono gli inglesi, nel 1945, a requisire il negozio per assegnarlo come risarcimento alla ditta inglese Condrington, il cui locale era stato distrutto dai bombardamenti tedeschi.

Theo Brinkmann dovette fuggire con sua moglie e i suoi due figli in Germania, poiché i tedeschi non erano più ospiti graditi. Qui vissero per una decina d'anni e i giovani Theo jr. e Giovanna Maria ricevettero, come essi ricordano, “un'educazione prussiana”, imparando fra l’altro il tedesco, lingua ancora oggi usata dai due fratelli. Giovanna Maria conseguì la maturità a Garmish Partenkirchen.

Rocambolesco fu il rientro in Italia, poiché prima dell'atteso rientro a Napoli, Theo senior fu obbligato a trascorrere un periodo a Bolzano, in attesa del permesso di soggiorno. A seguito del colloquio con il capitano Morandini, l'ufficiale incaricato di indagare sui tedeschi in Italia, fu riconosciuto non come tedesco, non come italiano, ma bensì come “napoletano”!, e ottenne così il permesso di ritornare nella sua tanto amata Napoli.

Passarono otto lunghi anni dalla fine della guerra all'apertura di una nuovo negozio Brinkmann. In questo periodo Theo senior riparò molti degli orologi affidatigli dai vecchi clienti che gli erano rimasti fedeli.

Lavorò nel vecchio laboratorio, al n. 9 di Vico Sergente Maggiore. Finalmente, nel 1953, i Brinkmann riescono ad aprire un nuovo negozio in un'ex merceria, attiguo al portone principale di palazzo San Giacomo, sede del municipio di Napoli. Anche questa volta, il negozio venne inaugurato il Giovedì Santo. Nel nuovo negozio cominciarono a lavorare anche i giovani Theo e Giovanna Maria.

Nelle vetrine, oltre agli orologi di alta qualità, sia quelli prodotti con il marchio Brinkmann che quelli delle più rinomate case, trovarono ora posto anche argenteria e gioielli dal gusto raffinato, anch’essi talvolta prodotti nel proprio atelier.

Il primo dicembre di quello stesso 1953 la morte di Theo senior sconvolse la vita della famiglia e l'attività passò ai suoi due figli, Giovanna Maria e Theo jr. Tra i clienti famosi, si annoverano la nipote di Benedetto Croce, il professor Reinhard Dohrn ed Achille Lauro, armatore navale ed ex sindaco di Napoli. Quest'ultimo, ricordano divertiti i proprietari, acquistò un orologio con un assegno non firmato; la banca, fidandosi del nome dei Brinkmann e della fama di Lauro, accettò comunque l'assegno.

Giovanna Maria sposa Antonio Squadrilli dal quale ha un figlio, Federico.

Nel frattempo Theo jr. conosce la calabrese Clelia Greco, e dalla loro unione nascono Adriana (nata nel 1963) ed Erika (nata nel 1968). Visto che Clelia non parlava tedesco in famiglia si perse l'abitudine di parlare questa lingua. Infatti Adriana ed Erika conoscono solo un po’ di tedesco imparato alla scuola svizzera.

Erika e Adriana gestiscono ora il negozio di piazza Municipio, mentre dall'autunno 1990 la ditta Brinkmann ha aperto un secondo negozio in Via Dei Mille n. 72, gestito dal cugino Federico.

 

Orologi Brinkmann

Theo Brinkmann senior davanti al negozio di Via Toledo nel 1910

Theo senior e jr. davanti al negozio di Piazza Municipio nel dopoguerra

Eugenie, Theo senior e i figli Theo jr. e Giovanna Maria attorno al 1950

Il negozio di Piazza Municipio oggi e quello di Via dei Mille

Adriana Brinkmann

Theo jr. e Erika

The jr. e Giovanna Maria

Federico Squadrilli

“Orologio regolatore” costruito da Theo senior, dava l’ora di riferimento a tutti gli orologi del negozio