Ciclopasseggiata al Virgiliano

 

20 marzo 2005

 

Il giorno 20 marzo, alle ore 09:00, un gruppo di ragazzi del corso A dell’istituto Mazzini, accompagnati dal professor Enrico Pappalardo e affiancati dai Cicloverdi hanno contribuito alla giornata ecologica tenutasi lo stesso giorno facendo un escursione in bicicletta partendo dal Vomero, percorrendo via Cilea, Corso Europa, via Manzoni, viale Virgilio fino ad arrivare al Parco Virgiliano. I ragazzi, riunitisi tutti alle ore 09:00 dinanzi all’Istituto, sono partiti per poi arrivare a destinazione verso le ore 10:30. Una volta giunti hanno visitato il parco ed esposto le informazioni precedentemente studiate riguardanti i Campi Flegrei (in particolare Tufo Giallo Napoletano, Tufo Grigio Campano, Solfatara, Ignimbrite Campana, Accademia, Lago d’Averno e Monte Nuovo) da un sito panoramico del parco dove si potevano ammirare: il Golfo di Napoli, Nisida ecc… Dopo questa esposizione, hanno fatto ulteriori approfondimenti e verso le ore 11.30 sono ripartiti per poi arrivare  nuovamente dinanzi alla scuola intorno alle ore 12.30. E’ stata un escursione interessante ma soprattutto all’insegna della cultura, del divertimento e del rispetto ecologico dell’ambiente.

 

CAMPI FLEGREI

 

I Campi Flegrei sono dei campi vulcanici all'interno dei quali, negli ultimi 39.000 anni, sono stati attivi numerosi centri eruttivi differenti. La storia geologica dei Campi Flegrei è stata dominata da due grandi eruzioni: l’eruzione dell’Ignimbrite Campana (di 39.000 anni fa) e l’eruzione del Tufo Giallo Napoletano (di 15.000 anni fa). Tali eruzioni sono connesse a due episodi di sprofondamento che hanno generato una caldera. L’età d’inizio del vulcanismo dell’area flegrea non è precisamente nota: sequenze di lave e piroclastiti di circa 2 milioni di anni di età sono state incontrate in perforazione tra Villa Literno e Parete e di 60.000 anni fa sono stati ritrovati prodotti vulcanici e principalmente costituiti da depositi piroclastici e da resti di duomi lavici.

 

 

IGNIMBRITE CAMPANA

 

Le rocce più antiche di Ignimbrite Campana sono esposte lungo le scarpate che bordano i Campi Flegrei e in una cava ubicata, dove sono bene esposti i depositi piroclastici. L’Ignimbrite Campana è il prodotto della maggiore eruzione esplosiva. Tale eruzione, avvenuta in un centro ubicato, ha seppellito gran parte della Campania sotto una spessa coltre di tufi. Durante l’eruzione si formò una caldera che determinò lo sprofondamento di una vasta area.

 

TUFO GIALLO

 

L’eruzione di Tufo Giallo Napoletano fu accompagnato dalla formazione di una caldera. Originatosi durante le ultime eruzioni avvenute nei Campi Flegrei, è una pietra da sbozza (= dare una forma sommariamente preparatoria ad una successiva forma definitiva), molto porosa che si lascia tagliare secondo blocchi di dimensione non molto estesa. Napoli Sotterranea è la testimonianza dell’esistenza di cave per l’esportazione del tufo giallo.

 

TUFO GRIGIO

 

Il Tufo Grigio è una roccia che non presenta grosse capacità di resistenza a sollecitazioni meccaniche o agli agenti atmosferici. I Greci se ne servivano a Cuma per realizzare il sottofondo delle strade lastricate. I Romani, sempre a Cuma, lo utilizzarono per la costruzione di muri di contenimento, per la terrazza del tempio di Apollo o come materiale di riempimento.

 

TUFI VULCANICI

 

Definizione:

roccia piroclastica formata in prevalenza da frammenti di medie dimensioni detti lapilli.

Spiegazione:

I tufi vulcanici sono formati da detriti rocciosi eruttati da vulcani che si sono cementati dopo il loro deposito. Tali depositi, comprendono sia frammenti di lave, talora appartenenti alle precedenti eruzioni e ostruenti il camino vulcanico, sia frammenti di rocce diverse strappate dalle pareti del focolare o del camino vulcanico. I tufi si presentano per lo più stratificati e se costituiti in prevalenza da blocchi e da bombe vulcaniche, sono detti brecce vulcaniche ,quelli contenenti soprattutto lapilli, sono detti tufi vulcanici, quelli costituiti da cenere, cenerini.

LA SOLFATARA

 

Nella solfatara si hanno continue uscite di fumarole con temperatura del vapore acqueo di circa 160°C che possono essere di carattere permanente o temporaneo; intorno alle bocche attraverso cui si verificano, si formano depositi di zolfo per sublimazione (il passaggio diretto di una sostanza da stato gassoso a stato solido

o viceversa). Nell’interno di tale bocca si condensano alcuni sali contenuti nel vapore tra cui il realgar (As S), il cinabro (Hg S) e l’orpimento (As2 S3) che danno una colorazione giallo rossiccia alle rocce circostanti; è inoltre presente l’acido solfidrico (H2S), dal caratteristico odore di uova putride.

 

MONTE NUOVO

 

Il monte nuovo si è formato dopo l’eruzione di una settimana. I prodotti del eruzione del monte nuovo sono. Trachiti fonolitiche iperalcaline. Pomici e ceneri, in depositi parzialmente litificati, provenienti principalmente dall’attività di ricaduta area del cono di Monte nuovo. Scorie di lancio, localmente saldate, dell’attività finale.

L’edificio vulcanico del monte nuovo interrompe l’integrità morfologica della faccia costiera del settore occidentale del golfo di Pozzuoli. Alto 130 m e con un diametro di base 1 km circa, esso in un’ area delimitata a sud dalla linea di costa, a ovest e nord-ovest dai laghi di Lucrino e Averno e a nord della piana di Toiano. Il cratere il cui fondo è facilmente raggiungibile , ha un diametro medio di circa 400 m e una profondità di quasi 80 m. Il sentiero, che sale lungo il versante meridionale del vulcano, si snoda in un bosco di pino. Nel sottobosco compaiono le essenze vegetali tipiche della macchia mediterranea come il cristo, il corbezzolo, l’erica.

 

IL LAGO D’AVERNO

 

Il lago d’Averno si formò in un cratere vulcanico 3800 anni fa in seguito ad una violenta eruzione esplosiva. Composizione geologica: Trachiti. Apparato: depositi Pomici di caduta coperti e intercalati a deposizioni con stratificazioni incrociate formanti “tuff ring” e riferibili ad attività di base surge. Zone distali: depositi cineritici a pisolti e tufi vescicolari.