Laboratorio teatrale

diretto dalla prof. Laura Siciliano

 

Un sogno di pace

 

Personaggi e interpreti  I premi ricevuti 

 

 

                                    PROLOGO

DEI RAGAZZI IN UN AULA SCOLASTICA SONO TUTTI INTENTI A LEGGERE I TITOLI DEI GIORNALI DOPO L'11 SETTEMBRE

MARCO  Una sfida al mondo occidentale
GABRIELLA  Il conflitto si fa globale.
ALBERTO L'occidente torna a misurarsi con la questione della sua identità. E non può prescindere dalle radici giudaiche e cristiane.
SERENA Uniti dopo l'apocalisse. Quale speranza dopo New York?
FEDERICA Tagliare le radici dell'odio?
GIOVANNI Ragazzi, sapete che vi dico? Io ho paura! Il mondo è impazzito!
RENATO  Pensiamo qualcosa da poter fare, nel nostro piccolo certamente.
GUGLIELMO  La prof. ha detto che quest'anno dobbiamo seriamente riflettere su come diventare OPERATORI DI PACE
VALERIA  E chi siamo noi? E' una parola!
GAIA R  Per esempio la rappresentazione teatrale di quest'anno avrà questo tema
MARCO  Sì, ha detto la prof che dobbiamo scrivere qualcosa
TUTTI   SCRIVERE?
GABRIELLA  No, non saprei proprio da dove cominciare!
ALBERTO  Ecco qua, (posa sul banco dei libri) ha scelto come spunto i testi di Thomas Mann che parlano di Giuseppe e i suoi fratelli, sai? La storia biblica.
SERENA  Aah! E come gli è venuto in mente a questo Thomas Mann di scrivere questa roba?
FEDERICA  Ignorante, non sai che è uno scrittore tedesco vissuto all'epoca del Terzo Reich...
SERENA  Boooh!
FEDERICA  ...e figurati se Hitler poteva sopportare che uno scrittore antinazista scrivesse di un ebreo condannato ingiustamente.
GIOVANNI  Ahaa, perciò ha scritto di questo Giuseppe? Ma chi era poi?
RENATO Un vero operatore di pace. Dai, cominciamo, facciamogli vedere cosa combinò...
GUGLIELMO Chi fa Giuseppe?
Marco  Io, io.
Tutti Uff! Sempre tu!
VALERIA  Noi saremo i suoi fratelli, i figli di Giacobbe, detto Israele.
GAIA R  La storia è complicata. Facciamo così: mettiamo dei narratori per spiegarla, per renderla attuale.
MARCO Federica vuoi farlo? E tu Renato, mettetevi qua, e poi dopo ogni scena dite qualcosa che faccia capire un po il senso della storia; così date anche il tempo a noi di cambiare scenario. Cominciamo, dai!

ESCONO TUTTI DI SCENA

Coro  PASTORALE

LETTORE
La storia di Giuseppe.
Giacobbe abitava in Canaan, là dove suo padre era vissuto come forestiero. E questa è la storia della famiglia di Giacobbe. Giuseppe aveva diciassette anni quando pascolava i greggi con i suoi fratelli, i figli di Bila e di Zilpa, concubine di suo padre. Giuseppe riferiva al padre le cattiverie che riguardavano i suoi fratelli. Giacobbe amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era il figlio avuto nella sua vecchiaia, e gli fece fare un vestito molto bello. I fratelli si accorsero che il padre amava Giuseppe più di tutti loro e arrivarono ad odiarlo tanto da non essere più capaci di rivolgergli serenamente la parola.
Una volta Giuseppe fece un sogno. Quando lo raccontò ai suoi fratelli questi lo odiarono ancora di più.


                                                                      Scena 1
Campestre.
I due narratori, un ragazzo ed una ragazza, vestiti moderni, siedono di spalle al pubblico, come per vedere cosa accade e restano fermi e zitti fino alla fine della prima scena.
I dieci fratelli stanno lavorando, Gad suona il flauto, quando Dan guardando in lontananza si accorge che Giuseppe sta arrivando da lontano.


DAN Eccolo, arriva il sognatore.
ISAKKAR  I covoni, il sole, la luna, le stelle e chi altro ancora si sarà inchinato al suo passaggio, questa notte?
LEVI  E' nostro padre che glielo consente! E' solo colpa sua!
SIMONE  Se non l'avesse trattato come un principe fin dal giorno in cui è nato!
LEVI  E noi, quel giorno, siamo diventati figliastri, se non servi!
RUBEN  Già, prendete me ad esempio: sono figlio di primo letto e di second'ordine. (Ridono beffeggiandolo)
LEVI Comunque sbagli: la verità è che non sei proprio nessuno.
SIMONE  Non siamo nessuno, vorrai dire, solo braccia e lavoro.
RUBEN  Il fatto è che lui, il fratellino, è veramente speciale.
SIMONE  E' bello, è intelligente. E' perfetto.
GADDIEL Detestabile!
GIUDA  Odioso! Lo strozzerei con le mie stesse mani!
LEVI  Giuda, anche tu hai i tuoi sogni, eh! Vero?
GADDIEL  Ha sognato di farlo fuori, de-fi-ni-ti-va-men-te. "Figli, guardate Giuseppe com'è bravo!" (imitando ironicamente la voce del padre)," tutto ciò che tocca fiorisce!"
ISAKKAR "Giuseppe controlla i tuoi fratelli che curino il gregge, che non l'abbandonino! Che non si addormentino sotto i sicomòri. Che non litighino fra loro per la merenda"
GADDIEL "Vai, Giuseppe, controlla."  Lui che è il più giovane!

Pausa. Continuano le loro occupazioni di pastori, Gad suona il flauto.

DAN  Guarda, guarda. (Si interrompe la musica, osserva un punto lontano, da dove sta per arrivare Giuseppe)
SIMONE  Cosa?
DAN  Ha una tunica nuova, il suo paparino gliel'ha fatta tessere solo per lui. Il preferito!
SIMONE  Bella, maniche lunghe, variopinta!
GIUDA  Solo per lui!!!
ASCER  Zitto, straccione. Ti chiami Giuseppe, tu?

Ridono osservandosi l'un l'altro nelle loro povere tuniche, poi in piccoli gruppi bisbigliano tra loro.
Giuseppe entra in scena con passo solerte, contento. Loro tacciono bruscamente e occhieggiano tra loro


GIUSEPPE  Salute a voi fratelli. Eccovi, finalmente, vi ho trovato! Vi ho portato acqua fresca di fonte, sarete accaldati. (Tacciono, Giuseppe posa a terra l'orcio e li guarda) Siete troppo stanchi, anche per bere? Nostro padre vi ha fatto lavorare troppo ultimamente!

Si dividono in gruppi e si svolgono 3 scene contemporaneamente:
1) Prendono l'acqua con malgarbo, bevono, parlano tra loro e lo guardano con odio

2) Parlano tra loro, ridacchiano di lui e della sua veste
3) Sul proscenio:


GADDIEL  Basta, ammazziamolo.
SIMONE  Già, e a nostro padre cosa raccontiamo?
NEFTALÌ  Che vorremmo essere lui?
GIUDA  No, che una bestia feroce lo ha divorato! Diremo: Guarda, Giacobbe, cosa abbiamo trovato sul campo, lacero e pieno di sangue. Non è l'abito di tuo figlio?
GADDIEL  Prenderemo un animale del gregge e lo scanneremo con un taglio alla gola, poi nel suo sangue tufferemo il suo bellissimo abito variopinto.
RUBEN  No fratelli, non vorrete versare il suo sangue? Gettatelo in quel pozzo.
DAN  Si , ora, acciuffiamolo.
TUTTI Acciuffiamolo, acciuffiamolo...!

Giuseppe indietreggia spaventato, ma tutti con un urlo selvaggio di rabbia e d'odio balzano simultaneamente su di lui.
TUTTI  AAAAAAAHHHHHH!
ISAKKAR   Ecco.. i tuoi sogni! Giù, giù (percosse, gli sfilano la veste)
SIMONE  Non puoi sfuggirci.
RUBEN  Fratelli, no, cosa fate?
ASCER  Ci inchiniamo, vedi?
GIUDA  Legatelo, legatelo!
LEVI  Sì, una corda, ci occorre una corda..
DAN  Eccola (Gad ne ha una intorno alla vita e se la toglie)
GIUDA  Alla fossa.
TUTTI  Alla fossa.

Lo trascinano legato fuori dalla scena a sinistra. Rumore come un tonfo. Ritornano in scena, accaldati si rassettano.

ASCER  Gliel'abbiamo fatta vedere.
GADDIEL  Gli abbiamo tolto la voglia.
ISAKKAR  Se ne viene qua da lontano con l'abito nuovo.
SIMONE  Uff, anche questo è fatto. (si rassetta le vesti) Potremo dormire tranquilli.
GIUDA  Ora non c'è più, finalmente.

Poi si siedono e preparano le merende. Due di loro, Neftaì e Dan, escono dall'altro lat della scena, a destra, come interessati a qualcosa che scorgono di lonta. Si odono flebil lamenti di Giuseppe che chiede aiuto.

ASCER  Ah, piangi ora, eh?
LEVI  Non sogni più? Grand'uomo?
RUBEN  L'udite? Non sentite pietà?
ASCER  Ruben, perché ci parli di pietà? Ha sentito che mentiremo a Giacobbe, con pietà o senza è già morto.
GIUSEPPE  Fratelli!  Pietà! Che fate? Che avverrà di me? Se nostro padre sapesse! Non raccontategli la storia della belva e dell'abito, non fategli questo, ne morirebbe. E' un'anima tenera, non ce la farà...
RUBEN  Basta, io non resisto più, è insopportabile: Andiamocene altrove, lontano da qui; con questi suoi lamenti, come fate a mangiare?

GIUSEPPE (Si sentono le urla e il pianto di Giuseppe da lontano) Fratelli, dove siete? Non andate via, non lasciatemi solo nella tomba. Qui è putrido e orribile! Ho freddo. Abbiate pietà di me, v'ingannate nel giudicarmi.
Ruben, dove sei? Io invoco il tuo nome dal fondo della fossa, fammi sentire la tua voce, fratellino. Dì loro che se mi salvano non racconterò nulla a nostro padre. Ah, ah, le mie ossa. Ruben, lo so che sei buono, salvami.

Pausa. Poi entrano in scena Neftalì e Dan urlando.


DAN  Fratelli, una notizia (ansima per la corsa)
NEFTALÌ  Una carovana di Ismaeliti viene da Ghilead, si dirige qui.

DAN  Tra poco passeranno per qua, a tre tiri di sasso da dove ora siete seduti.
NEFTALÌ   Sembrano pacifici pagani, hanno un carico di merci e si potrebbe forse concludere con loro qualche affare, se li chiamassimo.
RUBEN  Sì, Neftalì (alzandosi) grazie per la notizia. Sei sempre rapido, tu.
GIUDA  Questo è il meno, è la notizia che... (Tutti tacciono guardandosi, poi danno segni d'irrequietezza) Ascoltate (Tutti si volgono verso di lui, gli si avvicinano come liberati)
NEFTALÌ   Parla Giuda, ti ascoltiamo.
GIUDA  Figli d'Israele, ditemi, a che ci giova uccidere nostro fratello e nasconderne il suo sangue? Ve lo dico io, a nulla. E' stata una sciocchezza da far nausea, gettarlo nella fossa e voler credere che con ciò risparmiavamo il suo sangue, perché non avevamo osato versarlo. Noi vogliamo ingannare noi stessi. Così invece di uccidere il ragazzo, lo lasciamo soltanto morire. Vergogna. Siamo del tutto leali! (pausa) Vendiamo il ragazzo!

Ha detto quello che tutti pensavano, perciò, come per una liberazione, tutti prorompono insieme:


Dan  Sì, sì, sì.
Simone  Bene!
ASCER  Un'idea eccellente, Giuda!
GAD  Vendere, vendere, questa è una soluzione pratica!
NEFTALÌ   Presto fate segno agli Ismaeliti!
DAN Olà, gente, dove andate?
SIMONE  Fermatevi!

Escono tutti di scena a sinistra come per andare incontro all carovana. Luci. I due narratori si girano verso il pubblico e come parlando fra loro:

LEI  VENDERE UN PROPRIO FRATELLO? COME UNO SCHIAVO IN TERRA STRANIERA? E'  PAZZESCO!  IMPROBABILE!
LUI  IMPROBABILE??? NON TI ACCORGI CHE DIETRO OGNI EMIGRANTE CHE LASCIA TUTTO E  RISCHIA TUTTO, C'È UNA FAMIGLIA DA SFAMARE CHE  LO LASCIA PARTIRE? E QUANTI, RISCHIANDO, MUOIONO PRIMA DI ARRIVARE??
LEI  VA BEH! MA C'È IL BISOGNO, LA FAME, IL SOTTOSVILUPPO?? QUI, NO, QUI C'È SOLO L'ODIO, INGIUSTIFICATO POI, DOVEVANO PRENDERSELA CON IL PADRE, GIACOBBE DETTO ISRAELE, NON CON IL FIGLIO.
LUI  ODIO TRA FRATELLI? INVIDIA, VIOLENZA.
LEI  E PERCHÈ L'INVIDIA

LUI  SPESSO A CAUSA DELL'INGIUSTIZIA, DI PRIVILEGI? LA COMPETIZIONE, L'INVIDIA E LA GELOSIA TRA FRATELLI? NON CONOSCI NIENTE DI TUTTO QUESTO SORELLINA?
LEI  CERTO, ALTRO CHE, PRIMA TI CULLAVO E TI BACIAVO, BEL PICCOLINO, MA POI,  QUANDO COMINCIASTI A TOCCARE TUTTE LE MIE COSE, A PRETENDERE L'ATTENZIONE CON URLI E CAPRICCI, ALLORA SÌ, TI AVREI PROPRIO ELIMINATO. MA ERI TROPPO CARINO, ALLORA. ORA INVECE... (GLI SALTA AL COLLO GIOCOSAMENTE COME PER STROZZARLO)
LUI  (LIBERANDOSI DI LEI) IMPARA  DA QUSTA STORIA , CHE È MEGLIO.
LEI  DOV'E' SCRITTA?
LUI  NELLA BIBBIA.
LEI  E QUESTA SAREBBE UNA STORIA DELLA BIBBIA? E COSA  CI TROVI DI TANTO EDUCATIVO? COSA C'È DI SANTO?
(PAUSA)
LUI  GIUSEPPE!
LEI  E DIO, IN TANTA INGIUSTIZIA E VIOLENZA DOV'E' DIO?
(PAUSA)
LUI  E' CON LUI. NELLA FOSSA.

MUSICA

LETTORE Allora scannarono un capretto, presero la veste di Giuseppe e la bagnarono nel sangue. Poi la mandarono al loro padre con questo messaggio: "Abbiamo trovato questa veste: osservala bene e vedi se è quella di tuo figlio". Egli la riconobbe e gridò. "E' proprio la veste di mio figlio! Una belva feroce l'avrà ucciso! Giuseppe è stato sbranato!". Disperato Giacobbe si stracciò le vesti, prese il lutto e pianse per suo figlio molti giorni. Gli altri figli e le figlie tentarono di consolarlo, ma egli non volle lasciarsi confortare. Diceva: "Rimarrò in lutto finchè morirò, fino a quando raggiungerò mio figlio nel mondo dei morti", e continuò a piangere. I Madianiti intanto, dopo aver portato Giuseppe in Egitto, lo vendettero a Potifar, l'uomo di fiducia del Faraone e capo delle sue guardie.