Progetto Mela Verde di Educazione alla pace

 

Laboratorio di scrittura creativa

Prof. Marisa Papulino

Presentazione

Laboratorio musicale - Il coro Armonia:  tradizione colta e popolare

La classe virtuale: conversazioni in rete con studenti egiziani

Laboratorio lettura e scrittura - Incontri con l'acqua. Libri, film e recensioni

Laboratorio di scrittura creativa

Laboratorio di drammatizzazione: Acqua e letteratura

Laboratorio di geo-storia: Acqua che aggrega, acqua che distrugge

Laboratori di scienze: In corso...d'acqua - L'acqua e lo sviluppo

La lacrima di Dio

Strana sensazione, quasi indescrivibile. Forse sto sognando o forse sono irrimediabilmente morta, eppure sento ancora tutti quei sentimenti, quei dolori che si provano solo in questo inferno travestito da mondo. L’unica spiegazione è che il problema non sia in me, ma nello specchio, forse ha perso efficacia e non riflette più niente o forse durante la notte lo hanno sostituito con un quadro. Ma quelle immagini corrono lente nella loro eleganza, scene già vissute, passato già remoto. Eppure io ho capito… Napoli, splendida ma umile nel suo complesso, allegra, solare ma dilaniata da storici mali. Questa è la città delle forti stagioni, che si riflette maestosa nel mio specchio, originale cantore del passato. In quelle scene, come protagonista imperiosa, l’acqua scorreva, fiume impetuoso che aveva in sé vita, ma trascinava via, verso la morte. La città, sommersa leggermente, impiegava le sue ultime forze per impedire un disastro. Nel più grande canale, l’acqua aveva improvvisamente deciso di ribellarsi, ed ora correva libera, luccicando a tratti, bagnando ogni cosa. Sembrava una grossa lacrima di Dio, che sgorgando dai suoi occhi, aveva deciso, grazie alla sua divina potenza, di lavare il mondo. Ma quello non era il giorno giusto, perché qualcuno quel giorno aveva capito. Ogni mattina, un uomo zoppo poggiava, per scendere dal letto, la gamba sbagliata, quella mattina invece, uno zoppo imparò a zoppicare, e poco dopo una giovane donna,che sempre appena sveglia, apriva gli occhi con la speranza di rivedere i colori, quel giorno capì, fu così che una cieca imparò a non guardare. L’acqua, pianto di Dio, si fermò, e con essa il tempo. Il sole cominciò a splendere e pian piano asciugava la lacrima. Il Signore sorrise, ma l’acqua, il più orgoglioso dei quattro elementi, non volle arrendersi ed abbandonare il suo incarico. Così, ad un tratto tutti gli uomini cominciarono a piangere di felicità, per lo scampato pericolo, perché il sorriso del loro Dio illuminava i loro volti, non sapendo l’errore che commettevano, singhiozzavano gioiosi. L’acqua dei loro corpi usciva veloce dai loro occhi, alimentando così il fiume nuovamente impetuoso, umido assassino, linfa vitale. In un attimo, un piccolo insignificante secondo, breve come una goccia di pioggia, lo specchio mi è caduto dalle mani frantumandosi.

(Desirèe Matassa - 3E)

Un bene prezioso

Era un villaggio in cui dimoravano pace e tranquillità. Gli abitanti tra di loro erano in perfetta sintonia e l’acqua scorreva da tutte le fonti, fin quando una forte penuria d’acqua aveva messo gli abitanti del villaggio uno contro l’altro. I bimbi del villaggio decisero di mettersi alla ricerca di una fonte con la speranza di riportare pace tra gli adulti. Intanto gli adulti del villaggio litigavano sul da farsi e decisero di cambiare villaggio e trasferirsi in una città vicina nella speranza  che la modernizzazione avrebbe permesso loro di sopravvivere.

Ciò che i bimbi però non riuscivano a spiegarsi era come l’acqua ,un bene prezioso e fondamentale che fino ad allora era sempre stata abbondante avesse potuto esaurirsi all’improvviso, eppure per loro una spiegazione doveva esserci…                                                                               

(Assunta Guerrazzi - 3e)