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Progetto Mela Verde di Educazione alla pace
Laboratorio di drammatizzazione: Acqua e letteratura Prof. Armida Parisi |
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I ragazzi mettono in scena le loro emozioni,
scaturite dalla lettura di due capisaldi della nostra letteratura.
Il “Canto di Ulisse” (Dante, Inferno, XXVI),
in cui l’elemento acquatico comunica sentimenti di ansia, angoscia,
paura.
“Chiare, fresche e dolci acque” (Petrarca,
Canzoniere, CXXVI), dove l’acqua diventa simbolo di amore e dunque di
vita. |
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Ma
misi me per l’alto mare
aperto
Sol con un legno e con quella compagna
Picciola da la qual non fui diserto.
L’acqua, luogo ambiguo e bisogno fondamentale.
Nel mare aperto vedo l’ignoto, nella sua indagine due vie: quella della
vita, i viaggi e le scoperte, e quella della morte, della separazione |
Tutte le stelle già dall’altro polo
Vedea la notte, e’l nostro tanto basso
Che sorgea fuor del mare ‘n suolo
Le stelle. La notte. Il mare. Così grande. Così sconfinato che l’uomo non è niente in confronto alla sua .grandezza. E pensare che l’acqua è l’elemento che dà vita e senza sforzo può riprenderla |
Noi ci allegrammo E
tosto tornò in pianto
Il pianto che genera acqua, il pianto
purificatore, privo di male e di orrore. Il pianto puro. La furia del mare. Il mare infinito. Privo di limiti Il mare sconosciuto. Acqua: dono divino, specchio di vita. Acqua onnipresente. Abissi. Segreti nascosti, tesori perduti. Bellezze mai viste. |
Infin che ‘l mar fu
sovra noi rinchiuso
Il mare che tanto lo aveva reso famoso adesso
era sopra di Lui. Il mare: vicinanza e lontananza, vita e morte |